GENNARO ABBATE
Gennaro Michele Abbate, nasce a Bitonto il 1 aprile 1874, inizia gli studi musicali con il padre Biagio. Trasferitosi a Napoli per completare gli studi, frequenta il Regio Conservatorio nella classe del grande compositore Niccolò Van Westerhout . Appena ventenne si trovò a sostituire il padre ammalatosi alla vigilia della prima nella direzione di “Lucia di Lammermoor”, con il noto soprano Gemma Galagni di Modena. Tranquillo e sicuro di se sale sul podio…. ed è un trionfo. Interminabili chiamate alla ribalta, applausi da parte del pubblico incredulo e commenti di vivo entusiasmo da parte degli intenditori e della critica. Questo si sarebbe ripetuto nella sua intera carriera. Per quarant’anni è stato uno dei maggiori direttori d’orchestra italiani chiamato a dirigere dai piccoli teatri di provincia ai grandi teatri di tradizione del mondo.
LA CARRIERA DEL DIRETTORE D’ORCHESTRA
1894 – Teatro di Bisceglie : Lucia di Lammermoor
Teatro di Trani : Rigoletto, Norma, Elisir d’amore
1895 – Teatro Sociale di Palmi : Lucia di Lammermoor e
Don Pasquale
1896 – Teatro Nuovo di Alessandria : Adriana Lecouvreur
e Sonnambula
1897 – Teatro Comunale di Cittadella (Padova) :
Mefistofele e Aida
Teatro Comunale d’Este : Elisir d’amore,
Trovatore, Traviata e Rigoletto
Teatro Comunale di Bologna : Gloria (Cilea) e
Linda di Chamonix (Donizetti)
Teatro di Castelfranco Veneto : Traviata,
Trovatore, Mefistofele e Adriana Lecouvreur
Teatro di Palmanova : Fedora e Gloria
Teatro di Lugo di Romagna : Mefistofele e Faust
1898 – Teatro Comunale di Ravenna : Sonnambula, I
Puritani e Fra Diavolo (Auber)
Teatro di Faenza e Budrio (Ferrara) : L’amore dei
tre re (Montemezzi)
Teatro di Cesena : Tannhauser e Lohengrin
1899 – Teatro Comunale di Ferrara : Adriana Lecouvreur,
Mefistofele e Fra Diavolo
Teatro Comunale di Treviso : Traviata, Adriana
Lecouvreur e Faust
Teatri di Fiume, Pola e Vercelli : Faust e Mefistofele
1900 – Teatro La Pergola di Firenze : Aida, Sonnambula e
Lucia di Lammermoor
1901/1902 nei teatri di Karkov e Pietroburgo in Russia :
Tannhauser, Carmen, Mefistofele, Matelda
(quest’ultima alla presenza dello zar di Russia Nicola
II in occasione della visita del Re d’Italia Vittorio
Emanuele III)
1901 - Teatro di Pisa : Sonnambula, Lucia di Lammermoor,
Adriana Lecouvreur
Teatro Politeama Genovese : Faust e Frà Diavolo
1902 – Teatro Vittorio Emanuele II di Messina : Otello,
Rigoletto, Adriana Lecouvreur
1903 – Teatro Petruzzelli di Bari : Aida, Rigoletto e Matelda
Teatro Mercadante di Napoli e a Reggio Calabria : 27
recite di Adriana Lecouvreur (alla presenza
dell’autore Francesco Cilea), Gloria e Matelda
Teatro Vittorio Emanuele II di Messina : Norma,
Matelda e Rigoletto
Teatri di Odessa, Kiev, Karkov e altre città della
Crimea e dell’Ucraina : Diverse Opere
1904 – Teatro La Pergola di Firenze : Matelda e Adriana
Lecouvreur
Teatro Storchi di Modena : Trovatore, Matelda e
Rigoletto
1904/1905 - Teatri di Rotterdam, Aia, Utrecht,
Amsterdam : diverse Opere
1905 – Teatro di Montagnana (Padova) : Matelda e Adriana
Lecouvreur
1905/1906 – Teatro di Padova : Matelda, Adriana
Lecouvreur, Rigoletto, Faust, Trovatore e
Sonnambula
1906 - Teatro Politeama Genovese : Diverse Opere
1907 - Teatro Vittorio Emanuele II di Messina : Diverse
Opere
Teatro Politeama Genovese : Diverse Opere
Teatro Reale di Malta alla presenza di Re Edoardo II
d’Inghilterra : Diverse Opere
1908 – Teatro di Cremona : Matelda, Lohengrin
Teatro di Udine : Diverse Opere
1909 – Teatri di Palermo e Napoli : Diverse Opere
1910 – Teatro Comunale di Reggio Emilia
Prima tournée in America al teatro Colon di Buenos
Aires : Diverse Opere
Alessandria d’Egitto : Aida, Trovatore, Traviata, e
Rigoletto
1911 – Teatro Verdi di Trieste : Matelda
Seconda tournèe in America a San Paolo del Brasile,
a Rio de Janeiro, a Montevideo, ad
Urquiza, a Rosario, a San Josè : Diverse Opere.
1912 – Teatri di Abbazia (Fiume), Pola e Fiume : Matelda e
altre opere
Teatro di Pietroburgo in Russia : Diverse Opere
1913 – Teatro Petruzzelli di Bari : Matelda, Aida,
Sonnambula e Rigoletto
Teatro Comunale di Reggio Emilia : Matelda,
Lohengrin e La dannazione di Faust
Terza tournèe in America a Rio de Janeiro e a San
Paolo : Diverse Opere.
1914 – Teatro Verdi di Trieste
Quarta tournèe in America a Campinas, Curitiba,
Bahia, Pernambuco e San Josè : Diverse Opere
1915 – Teatro Rossini di Venezia : Matelda e altre opere
1916 – Teatro Comunale di Treviso : Matelda e altre opere
1919 – Teatro Politeama di Lecce : Matelda e La Fanciulla
del West
Teatro Comunale di Argenta (Ravenna) : Wally,
Madama Butterfly e La Bohème
1920 – Arena Napoleonica di Milano : Norma
Teatro Comunale di Carpi : Diverse Opere
1921 – Teatro Politeama di Lecce : Wally
1923 – Teatro Sociale di Brescia : Diverse Opere
1924 – Teatro Nuovo di Alessandria : Diverse Opere
1925 – Teatro Alhambra di Firenze : La Stella del Canadà
Teatro di Lecco : La Fanciulla del West, Wally,
Tosca, La Bohème e Matelda
1926 – Teatro Comunale di Bologna : Diverse Opere
1928 – Teatro Verdi di Pisa e Comunale di Catanzaro :
Diverse Opere
1929 – Teatro Goldoni di Livorno : Matelda e altre opere
1930 – Teatro di Bienne in Svizzera: Diverse Opere
1931 – Teatri di Ginevra e Zurigo in Svizzera: Diverse
Opere
1932 – Teatro di Moulhouse in Francia: Diverse Opere
1933 – Teatri di Rennes e Angers in Francia: Diverse Opere
Teatro Alhambra di Firenze : Matelda e La Stella
del Canadà
Nel febbraio del 1934, chiamato dal fratello Ernesto, gravemente malato, Gennaro lascia Milano per dirigere provvisoriamente la Banda di Squinzano. Ma il 24 aprile Ernesto muore e al sessantenne Gennaro si propone l’atroce dilemma: lasciare alle spalle quarant’anni di carriera direttoriale nei teatri del mondo, o abbandonare la banda che il fratello gli aveva affidato?
La scelta fu quella che tutti conosciamo. Qui si manifesta l’enigma psicologico di Gennaro Abbate, oggetto delle più disparate interpretazioni e valutazioni. Quale fu il fattore reale, determinante dell’incredibile sua decisione? Nessuno può dare spiegazioni valide a questo singolare “cambio di rotta” di Gennaro Abbate, l’unica cosa che possiamo testimoniare è che questo grande artista, dopo quarant’anni di carriera nei “piani alti” della musica, ha proseguito per altri venti nella direzione di una banda, considerata da sempre come formazione di qualità inferiore. Gennaro Abbate, il direttore d’orchestra, invece, a testa alta, si è dedicato totalmente a questo particolare gruppo strumentale, rendendolo, a detta di quelli che vi hanno suonato o che l’hanno ascoltato, qualitativamente non inferiore a nessuna compagine orchestrale, fonte sonora diversa ma di eccellente fattura, e la conferma l’abbiamo nella musica che ha scritto per quella banda e che quella banda ha suonato per venti anni. Musica di difficile esecuzione e che richiedeva una certa preparazione strumentale. Gennaro Abbate sceglieva i “musicanti” con delle vere e proprie audizioni, faceva eseguire i passi più difficili dello strumento e non si accontentava mai. Con lui, racconta Ugo Schito, ci si sentiva sempre sotto esame! Ecco che la banda di Squinzano diventò il più grande esempio bandistico italiano, un posto di lavoro per tanti giovani musicisti del meridione. Nel mondo della Banda dell’epoca ci fu una vera rivoluzione, nessuno degli altri “colleghi” si sentiva all’altezza di competere con un artista dello spessore di Gennaro Abbate e per forza di cose si era instaurato nel corso degli anni un “rispetto totale” per la banda di Squinzano. Gennaro Abbate è stato per la banda il “non plus ultra” e fortunata è stata la banda che lo ha avuto per direttore. In condizioni contingenti in cui la banda era costretta a spostarsi, a vivere ed operare, Gennaro Abbate ha sempre cercato e ottenuto il meglio dimostrando in prima persona l’elemento indispensabile che caratterizza il vero artista : “l’umiltà” , quell’umiltà che lo ha spinto a quella famosa scelta del 1934. Gennaro Abbate ha dato una lezione di vita a tutti, ha preferito ricevere gli applausi modesti dalla cassarmonica di una qualsiasi piazza di paese a quelli dei capi di stato o dei nobili frequentatori dei teatri lirici; ha fatto conoscere anche a chi non aveva alcun titolo di studio e le possibilità economiche per frequentare un teatro, la bellezza della musica.
Studiare il profilo compositivo di Gennaro Abbate, non è cosa da poco……….
Ha scritto opere, operette, sinfonie, poemi sinfonici, musica sacra, musica da camera e musica per banda di ogni genere, si potrebbero contare oltre duecento lavori, ma per l’incuria del tempo, ce ne rimangono ben pochi. Ricostruire un catalogo delle composizioni di Gennaro Abbate è come rimettere insieme i tasselli di un puzzle grande quanto piazza San Pietro a Roma. Nel suo archivio c’è di tutto, dagli appunti di composizioni mai editate, a studi di composizioni, a partiture scritte con grande precisione e competenza, a suggerimenti di alcuni sviluppi e idee compositive che passava al fratello Ernesto……… Il genio di Gennaro Abbate è inesplorabile, scriveva la musica come fosse una reazione naturale involontaria.
Non ci sono composizioni di Gennaro Abbate più o meno importanti di altre, dalle opere ai semplici fogli d’album di romanze, canzoni, balli o marce, tutte possiedono quella genialità, quell’originalità che è parte essenziale dell’ispirazione e della cultura di questo grande artista.
A 28 anni, scrisse “Matelda”, un conto cavalleresco in un atto e due quadri su libretto di Valentino Soldani, grande librettista toscano, e reca come sottotitolo “fantasmi” che ha piena attinenza con la storia. Racconta la drammatica vicenda della fatale passione della regina Matelda per Silfrido, cavaliere della Tavola Rotonda e la tragica morte di Edwige, la dolcissima e pura fanciulla da lui abbandonata. Opera d’intensità espressiva non comune e di notevole potenza suggestiva, fu giudicata positivamente e senza riserve dalla critica dell’epoca, di difficile esecuzione, conquistò i favori incondizionati degli ambienti artistici teatrali. Dalla Rivista Teatrale Italiana del 1904 riportiamo una recensione dopo la rappresentazione della “Matelda” a Modena: “Ieri sera 28 andò in scena al nostro Storchi la Matelda del maestro cav. Gennaro Abbate. L'opera in due atti su libretto di Valentino Soldani non era stata mai rappresentata in Italia; fu rappresentata soltanto due anni fa con molto successo a Karcoff e a Ckaterimoslaw (Russia). Il lavoro ha avuto fra noi un successo lusinghiero, poiché generalmente, non ostante il difetto di originalità e della ricerca dell'effetto, la musica dello Abbate rivela un talento apprezzabile ; un abile compositore e soprattutto un valentissimo istrumentatore. Alcune pagine sono davvero di provetto maestro e l'autore fu chiamato più volte al proscenio, e durante la serata fu applaudito nei punti più salienti. Il cav. Gennaro Abbate è meridionale, è pugliese anzi, di Bitonto dove nacque trenta anni sono; studiò a Napoli ed ebbe a maestro Nicolò Van Westerhout , altro forte musicista barese, troppo presto rapito ai trionfi dell'arte”.Gennaro Abbate aveva ancora 30 anni !
Scrisse anche “La Vandea” opera in tre atti su libretto dello stesso musicista, è tratta dal romanzo “il novantatrè” di Victor Hugo ed ha come argomento l’insurrezione vandeana del 1793, fu prescelta fra quarantasette opere liriche presentate al concorso bandito nel 1930 dal teatro dell’Opera di Roma. Non fu rappresentata per beghe politiche, di cui si rese strumento proprio Pietro Mascagni, che, da presidente della giuria del concorso l’aveva pure premiata……..! come al solito le ragioni politiche prevalsero su quelle artistiche, l’opera dovettero premiarla, ma per ripiglio non la fecero eseguire. Fra Mascagni e Gennaro Abbate si sa che non correva buon sangue a differenza del fratello Ernesto, ed essendo Mascagni il maggiore esponente musicale del regime fascista, usò l’essere “antifascista” di Abbate per cercare di offuscare la sua grandezza……….e possiamo dire che ci riuscì. Questa ombra, ha coperto ingiustamente il genio di Gennaro Abbate fino ai giorni nostri.
Scrisse anche un opera comica “Le tre Grazie” stampata dalla casa musicale Isaplio di Milano, rappresentata per la prima volta a Firenze nel 1925, poi a Bologna, Venezia, Bologna e altre città ; ha scritto anche diverse operette come “La stella del Canadà”, rappresentata la prima volta a Napoli nel 1919, “Rirì”, entrambe stampate dalla casa musicale Ricordi, “Elcantadora” stampata dalla casa musicale Isaplio. Pagine di sublime ispirazione e di straordinario impatto sonoro affiorano dai suoi poemi sinfonici : “Visione Epica” che vinse nel 1925 il concorso bandito dalla casa musicale Ricordi; “Trio in Sol” per violino, violoncello e pianoforte, che nel 1907 vinse il concorso di Catania; ”Sinfonia in Sol” per orchestra in quattro tempi, (poi trascritta per banda in Fa); “Notturno Pastorale in La minore”; “Notturno pastorale N°2 in Re minore”; “La via della gloria”; Fantasia Rapsodica”; “Cascata Alpina”, poema sinfonico in quattro tempi.
Gennaro Abbate scrisse inoltre una miriade di altre composizioni : per canto e pianoforte come: “Passione”, “Rispetto”, “Maggiolata”, Fior di Malinconia”, “La romanza della Stelle”, “Mattinale”, “C’era una volta”, “I due Baci” su versi del Carducci; per Pianoforte solo come: “Zingaresca” e “Danse Villageoise” ,”Notturno” su commissione della casa musicale Heil di Lipsia; per banda oltre cento fra marce, ballabili e composizioni originali come “Ansie, Affanni e Giubilo”, “Quadro Romantico”, “I Folletti”,”Festa al Villaggio”, “La Nidiata”, “Cow Boy”. Ha strumentato per banda, sulla scia del fratello Ernesto, tantissime opere liriche e pezzi sinfonici che a quei tempi erano sconosciuti al modesto pubblico delle piazze, basti pensare alla riuscitissima fantasia dell’opera di Mussorgsky “Kovantchina”, un colosso della musica russa che difficilmente veniva eseguita nei teatri per la complessità e per una certa risonanza ……..“politica”.
Di tutto il repertorio per banda, dalla musica originale alle trascrizioni, ci rimane ben poco. Nel corso degli anni, tanto materiale è andato perso, e quello che è rimasto veniva usato per la banda di Squinzano (basti ricordare che dopo la morte di Gennaro Abbate, i maestri che si sono succeduti, avevano l’obbligo di eseguire solo ed esclusivamente il repertorio dei fratelli Abbate e che non c’era possibilità di copiatura) e l’incuria del tempo ha reso quasi irrecuperabile molte cose. Il 12 settembre del 1954 all'età di 80 anni, dopo 20 anni di residenza a Squinzano in un grande palazzo messo a sua disposizione dalla città, il maestro Gennaro Abbate muore, proprio in quella città che l'aveva accolto e fatto cittadino onorario. Il suo funerale fu un accorrere di grandi personalità politiche, musicisti e tanta gente comune. La salma del maestro fu tumulata nel cimitero di Squinzano dove riposa accanto a quella del fratello Ernesto.
OPERE E OPERETTE
· MATELDA – Dramma lirico in un atto e due quadri su
libretto di V. Soldani.
· LA VANDEA – Opera in tre quadri su libretto dello
stesso Abbate.
· SANZIO – Dramma lirico in tre atti su libretto di V.
Soldani
· CAPITANO MARTIN – Opera in tre atti.
· LA STELLA DEL CANADA’ – operetta in tre atti.
· CUOR DI RUBINO – Operetta in tre atti su libretto di
Emilio Reggio.
· LE TRE GRAZIE – Opera comica.
· ELCANTADORA – Operetta in un atto e tre quadri su
libretto di Emilio Reggio.
· RIRI’ – Operetta in tre atti su libretto di Emilio
Reggio.
POEMI SINFONICI
· VISIONE EPICA – Poema Sinfonico.
· CASCATA ALPINA – Poema sinfonico descrittivo
· SINFONIA ITALIANA – in 4 tempi
· FANTASIA RAPSODICA – Poema sinfonico
· VIA DELLA GLORIA – Poema sinfonico
MUSICA ORIGINALE PER BANDA
· ANIME VAGANTI – marcia sinfonica
· VERSO LA GIOIA – marcia vivace
· I FOLLETTI – fuga-marcia
· SERRA D’O MAR – marcia
· LE AMAZZONI – marcia sinfonica
· OGGI E’ FESTA – scherzo-marcia
· SCENA DI CACCIA – marcia sinfonica
· POEMA EROICOMICO – marcia sinfonica
· FESTS AL VILLAGGIO – tempo di marcia
· LA NIDIATA – marcia sinfonica
· COW-BOY – marcia one-step
· ANSIE, AFFANNI E GIUBILO – marcia sinfonica
· MARCIA SINFONICA IN FA MAGGIORE
· QUADRO ROMANTICO – marcia sinfonica
· CHIAROSCURI – marcia sinfonica
· POEMETTO SINFONICO IN TEMPO DI MARCIA
· TRIONFO – marcia sinfonica
· CAROVANA – marcia…..un po’ bizzarra
· RITMO OSTINATO – marcia
· MARCETTA VIVACE – marcia in DO minore
· APPASSIONATA – marcia sinfonica
· LIRICA – marcia sinfonica
· BAMBOLINA – marcia
· OMAGGIO A SQUINZANO – inno-marcia
· TITANIC – sinfonia-marcia
· MARCIA PER PROCESSIONE - marcia
· CON TE VORTICOSAMENTE – introduzione e valzer
· FANTASIA LIRICA – in 4 parti – lavoro giovanile
· LAMENTO – marcia funebre
· TRISTEZZA – marcia funebre
· MEMENTO – marcia funebre (in morte del fratello
Ernesto)
· AI CADUTI PER LA PATRIA – marcia funebre
MUSICA DA CAMERA
· I DUE BACI – ballata – versi di G. Carducci
· MAGGIOLATA – canto e piano su versi di G. Carducci
· CHANSON SERENADE – canto e piano
· MATTINALE – canto e piano
· FIOR DI MALINCONIA – canto e piano
· C’ERA UNA VOLTA – vecchia leggenda – canto e piano
· PASSIONE – canto e piano
· RISPETTO – canto e piano
· ROMANZA DELLE STELLE – canto e piano
· IL VALZER DEL SOGNO – canto e piano
· A MIA MADRE – canto e piano
· NOTTURNO – pastorale in re minore – per flauto e pf.
· GAVOTTA – per Archi
· CHIOVE ! – canzone
· QUO VADIS ? – canto e piano
· CORSO PER SCOLARESCHE – canto e piano
· RONDA DI NINFE – pianoforte
· ZINGARESCA - pianoforte
· FUGATO A TRE PARTI – pianoforte
· DANSE VILLAGEOISE – pianoforte
MUSICA LEGGERA
· HONOLULU – fox-trot
· PRIMAVERA – fox-trot – parole e musica
· GRACIOSA – tango
· FEDRA – valzer
· MAMMA – versi e musica
· FIVE O CLOK ! – hesitation - versi e musica
· AMERICAN MODE – one-step
TRASCRIZIONI PER BANDA
· Abbate : MATELDA – sunto dell’opera
· Abbate : LA STELLA DEL CANADA’- sunto
dell’operetta
· Abbate : SINFONIA ITALIANA – in fa maggiore – 4
tempi
· Abbate : CASCATA ALPINA – poema sinfonico
descrittivo in 4 tempi
· Abbate : LE TRE GRAZIE – sunto dell’opera
· Beethoven : SINFONIA N°6
· Boito : MEFISTOFELE – sunto dell’opera
· Catalani : DEIANICE - canzone egizia
· Catalani : LORELY - preludio
· Donizetti : DON PASQUALE – sinfonia
· Donizetti : LA FAVORITA – danze
· Franchetti : NELLA FORESTA NERA
· Giordano : SIBERIA – sunto dell’opera
· Hoffman : NUOVE DANZE UNGHERESI N ° 2 E 3
· Mascagni : IRIS – introduzione e inno al sole
· Mascagni : LODOLETTA – coro di bimbi e romanza
· Massenet : HEU COURANTE
· Massenet : HEU DORMENTE
· Meyerbeer : GLI UGONOTTI – fantasia
· Puccini : GIANNI SCHICCHI – fantasia
· Puccini : LA RONDINE – fantasia
· Puccini : TURANDOT – fantasia
· Ravel : BOLERO
· Respighi : ANTICHE DANZE
· Rossini : STABAT MATER
· Stravinskij : FUOCHI D’ARTIFICIO
· Van Westerhout : FORTUNIO – danze indiane e finale
· Van Westerhout : SINFONIA IN LA MINORE
· Verdi : OTELLO – sunto atto IV
· Wagner : RIENZI – ouverture
· Wolf Ferrari : LA VEDOVA SCALTRA – fantasia
· Wolf Ferrari : DINHORAH